Pubblicato in data: 13/10/2016

Dario Fo, Mistero Buffo, il grammelot e il Nobel.

Categoria: Curiosità - I premi letterari

Certe giornate inziano grigie. E ingrigiscono ulteriormente prima di sera.

In questa mattina, freddina e senza sole, c’era da decidere cosa scrivere per l’appuntamento di giovedì con il blog: idee poche e spunti latitanti.

Poi basta accendere il computer e vedere cosa è successo nel mondo per rendersi conto che oggi è una giornata grigia davvero, perchè è scomparso Dario Fo, o meglio…. Dario Fo ha raggiunto Franca Rame.

Si è deciso così di dedicare qualche riga a lui, che, per ironia della sorte, ha deciso di andarsene proprio nel giorno in cui veniva assegnato il nuovo Premio Nobel per la letteratura. Quel premio Fo lo aveva vinto nel 1997 e lo era venuto a sapere nella maniera più ironica di tutte: registrava una puntata del programma Milano-Roma e stava raggiungendo il capoluogo lombardo con Ambra Angiolini. Li affiancò l’auto di un giornalista che aveva attaccato al finestrino un cartello con scritto “Hai vinto il Nobel”. Abbiamo quindi l’enorme fortuna di vedere, registrata in diretta, la sua reazione …. che tanto era esuberante, esagerato ed eccessivo sul palcoscenico…. quanto invece reagiva con imbarazzo, quasi nascondendo una gioia e un orgoglio per il proprio lavoro (potete trovare qui il video completo di quel momento).

Come spiegare chi era Dario Fo alle nuove generazioni? Dario Fo era un genio, era un inventore.

Dario Fo era un uomo di teatro, era il teatro. Si occupava di teatro a 360 gradi: attore, regista, drammaturgo, sceneggiatore, scenografo, pittore e illustratore. Fo era l’ultimo grande erede della tradizione della Commedia dell’arte, quel teatro italiano del XVI secolo che nasceva dalle strade e sommava cultura popolare e intrattenimento giullaresco. Gli attori della Commedia non avevano testi interamente scritti, così come Fo, partivano da semplici canovacci ed erano in grado di costruirci sopra storie fantastiche in grado di far riflettere, raccontate nella lingua del popolo, nel dialetto del pubblico che si trovavano davanti.

Proprio della lingua Dario Fo è stato uno sperimentatore eccezionale: era un sopraffino conoscitore della lingua italiana, utilizzava spesso il dialetto lombardo che gli era proprio e soprattutto….continuava a inventare delle non-lingue, che erano inspiegabilmente chiare a tutti!

Tra tutte le sue scritture, parleremo oggi di Mistero Buffo, un’irriverente testo teatrale andato in scena, per la prima volta, nell’ottobre del 1969 a La Spezia e recitato da Dario con la moglie Franca Rame. Mistero Buffo è un insieme di monologhi di argomento biblico, tratti dai vangeli apocrifi e dalla tradizione popolare, messi in scena con un’ironia sconcertante… tando da portare il Vaticano a scagliarsi contro il drammaturgo! La storia è raccontata parzialmente in grammelot, una lingua fortemente onomatopeica, che permette di inventare parole inesistenti, suoni gutturali o ripetuti, una lingua inesistente… ma incredibilmente capibile da tutti. Qui un video de Le malefatte di Bonifacio VIII, forse uno degli stralci più ironici del Mistero Buffo.

Se non conoscete il suo lavoro… imparate a conoscerlo.

Se lo conoscete già… continuate ad amarlo.

 

Chissà cosa avrebbe detto Dario sul Nobel alla letteratura assegnato oggi a Bob Dylan, potevano essere una bella coppia: il giullare e il menestrello cantastorie!

 

 

Iscriviti alla newsletter




(*) Dichiaro di aver letto la privacy policy nonché di aver compiuto sedici anni - e se minore di sedici di essere stato autorizzato dal titolare della responsabilità genitoriale - pertanto presto il mio consenso al trattamento dei dati per ricevere le Newsletter.

Corte Delle Rose, 86 - Conegliano (TV)

0438 184 0514

P.iva 04804120261

Informativa cookie