Pubblicato in data: 10/11/2016

Il menestrello andrà a Stoccolma?

Categoria: I premi letterari

Alla fine l’ha spuntata lui, Bob Dylan, il menestrello di Duluth, Minnesota, classe 1941. A lui, vero nome Robert Zimmerman, è andato lo scorso 13 ottobre il premio Nobel per la Letteratura 2016 e solo qualche giorno fa il cantante ha ufficialmente accettato il riconoscimento.

Dylan è il primo cantautore a vincere il premio dell’Accademia svedese… e la sua vittoria ha lasciato a bocca asciutta i favoriti della vigilia, i vari Don DeLillo, Philip Roth, Haruki Murakami, Adonis e lo scrittore keniano Ngugi Wa Thiong’o.

L’opinione pubblica si è immediatamente schierata: chi ha pensato che l’assegnazione fosse una follia (Dylan non ha mai scritto un libro!), chi invece ha ritenuto che i testi delle sue canzoni siano vera e propria letteratura.

Sara Danius, segretario dell’Accademia, ha dichiarato che il premio è stato conferito a Dylan “per aver creato nuove espressioni poetiche all’interno della grande tradizione della canzone americana e per l’influenza che le sue canzoni e le sue liriche hanno avuto in tutto il mondo, elevando la musica a forma poetica contemporanea”.

Dylan si inserisce in quella tradizione della canzone che racconta una storia, un genere che purtroppo non siamo più abituati ad ascoltare perchè forse troppo difficile da scrivere e più complesso da ascoltare rispetto a tanta musica commerciale che oggi muove il mercato. Dylan è in grado di racchiudere un racconto nel testo di una canzone, di farci conoscere dei personaggi, che vivono e crescono con i loro sentimenti e quando ci lasciano, ci fanno lo stesso effetto di un bel libro quando finisce… la malinconia di non sapere come continua la vita di quei nostri compagni di viaggio.

[Qui potete trovare un interessante articolo sui alcuni suoi testi.]

Il rapporto di Dylan con i libri aiuta a capire il suo modo di scrivere, lui stesso ha affermato: “I libri sono qualcosa di speciale, qualcosa di davvero speciale. Leggevo molte pagine ad alta voce e mi piaceva il suono delle parole, il loro linguaggio.” …forse lo farà anche sorridere il fatto che, in tutto il mondo, sono tanti quelli che cantano le sue canzoni solo per il suono di quelle parole….perché magari non ne conoscono davvero il significato!

Eppure quelle parole un significato profondo lo hanno, sareste in grado di dire se questa è una strofa di Dylan o è una poesia?

“Ma se avessi le stelle dalla più oscura notte
Ed i diamanti dal più profondo oceano,
ci rinuncerei per un tuo dolce bacio,
perché è questa l’unica cosa che vorrei fosse mia.”

 

Adesso aspettiamo il 10 dicembre per vedere se il menestrello andrà davvero a ritirare l’ambito premio….anche se ha già affermato: “Ma a Stoccolma andrò se potrò”.

 

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